capitale naturale

Il Progetto R.I.D.E. e lo sviluppo sostenibile del capitale naturale

Quale significato assume oggi il concetto di “capitale naturale”?

Sostenibilità, modularità, rigenerazione, condivisione sono le proprietà chiave di nuovi modelli economici, produttivi e sociali, che stanno caratterizzando un salto culturale dove il consumo lascia spazio al riuso, la proprietà alla condivisione e alla circolarità. Se da un lato questi valori stanno ridefinendo il mercato in termini di domanda e consumi, dall’altro si pongono come stimolo e sfida per chi progetta e offre prodotti e servizi.
Sostenibilità e sviluppo si incontrano e si integrano a vicenda nel concetto di “Sviluppo Sostenibile”, che si pone come obiettivo la salvaguardia del Capitale Naturale per le future generazioni.
Secondo la definizione dell’International Institute for Sustainable Development il Capitale Naturale comprende la terra, l’aria, l’acqua, gli organismi viventi e tutte le componenti della biosfera terrestre che forniscono risorse indispensabili per la sopravvivenza ed il benessere delle popolazioni. Senza l’utilizzo delle risorse naturali, senza la ricchezza della biodiversità le nostre società non esisterebbero, nonostante ciò, questo Capitale Naturale non è mai stato messo al centro delle nostre economie ovvero è stato messo al centro solo nell’ottica del suo sfruttamento. Lo stesso Papa Francesco, nella sua enciclica “Laudato si” denuncia fortemente lo sfruttamento sconsiderato della natura che va a discapito dell’uomo stesso e di tutto il creato. In generale, il patrimonio naturale viene riconosciuto come elemento qualificante dell’ambiente in cui viviamo ma non viene percepito per la funzione che esercita ai fini della costruzione del valore di tutte le merci che costituiscono il mercato.

La necessità di dare un valore alla natura e renderla visibile, così che possa divenire un elemento fondamentale nel guidare le scelte dei decision makers a tutti i livelli, è sottolineata anche all’interno dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta a settembre 2015 dai 193 Paesi membri dell’ONU. Uno dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, si focalizza proprio sull’importanza della conservazione del Capitale Naturale, chiedendo che ciascun componente della società – cittadini, imprese, governi – si impegni a “Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica”.
Diviene dunque essenziale disporre di metodologie in grado di aiutare le imprese a compiere valutazioni appropriate e a integrare le considerazioni legate alla biodiversità nel percorso decisionale relativo a tutti i differenti processi produttivi.

sviluppo sostenibile

Il Progetto R.I.D.E. e il Fondo Interprofessionale Fondimpresa

Il progetto Research, Innovation, Development for Enviroment, finanziato attraverso il Fondo interprofessionale Fondimpresa, è un pratico esempio di come le aziende italiane siano sensibili agli argomenti della Green Economy.

Il piano formativo trova la sua radice nel processo di innovazione messo in atto in modo coordinato da tre aziende piemontesi, al fine di proporre soluzioni nuove nei processi di depurazione delle acque reflue. Tali acque, infatti, non possono essere reimmesse nell’ambiente o nel ciclo produttivo, la rimozione dall’acqua reflua delle sostanze indesiderate avviene normalmente attraverso additivi chimici, con inevitabili ulteriori ricadute sull’ambiente.
Il progetto innovativo delle imprese coinvolte è proprio volto alla realizzazione di un sistema biologico di trattamento dei reflui che trova giustificazione in una politica aziendale volta alla realizzazione di azioni di sostenibilità ambientale che da tempo ha messo in atto in tutti i settori aziendali.Il progetto prevede la realizzazione di un impianto integrato che utilizzi un sistema biologico per il trattamento dei reflui.  Anche dal punto di vista economico, il costo dell’impianto, sicuramente maggiore in fase di realizzazione rispetto ad un impianto di tipo tradizionale, a medio termine in fase gestionale si rivelerà  più economico e più efficiente.Il piano prevede 264 ore di formazione complessive ed il coinvolgimento di circa 30 persone che  si occuperanno direttamente del cambiamento aziendale.

Il progetto R.I.D.E. rappresenta, dunque, un esempio virtuoso di come le aziende italiane si stiano muovendo verso la valorizzazione del Capitale Naturale.
La sfida è quella di estendere progressivamente questa attenzione, coinvolgendo settori e imprese che stanno modificando radicalmente i propri modelli di business nella prospettiva della sostenibilità e che possono trovare nella formazione del proprio personale specializzato nuove opportunità di consolidare la propria posizione sui mercati tradizionali.

– Articolo realizzato in collaborazione con Anna Paccazocco –

Chiara De Francesco

Chiara De Francesco

Psicologa, laureata in Psicologia del Lavoro e del Benessere, nelle Organizzazioni è specializzata nello sviluppo del capitale umano e nella creazione di nuovi percorsi di orientamento al lavoro. Attraverso le diverse esperienze formative ha sviluppato un particolare interesse per la formazione e la valorizzazione delle Risorse Umane come concetto chiave per l’attivazione di processi di innovazione nei contesti organizzativi.
Chiara De Francesco